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iPhone7

Era il 1998 quando la Apple presenta l'iMac, rivoluzionando ancora una volta l'identità stessa del computer. Era il primo risultato del ritorno di Steve Jobs a capo della compagnia, dopo un breve ma tormentato esilio. Due le novità principali: il sistema operativo di nuova generazione non solo è stabile e affidabile, ma offre un buon grado di compatibilità con i programmi della Microsoft; le forme della macchina sono arrotondate e l'involucro è per la prima volta colorato e traslucido, allontanando definitivamente il computer dal mondo un pò arido dell'immaginario tecnologico. Jobs ha trovato in Jonathan Ive il suo complice perfetto: convinto come lui che la tecnica debba essere al servizio delle persone e non viceversa, il giovane designer inglese pensa in maniera semplice e disegna in modo chiaro, pulito ed essenziale. 
Tra il 1998 e il 2001 la Apple lancia in rapida sequenza una serie di nuovi prodotti, tutti disegnati dal team guidato da Ive. Computer colorati ed economici o essenziali e minimalisti per clienti professionali. Poi, nel 2001, la Apple lancia l'iPod. Non è un computer, ma usa un disco rigido di memoria per immagazzinare file di musica digitalizzata. Piccolo (negli anni seguenti le nuove versioni ridurranno sistematicamente le dimensioni), bello, semplice da usare con una sola mano, l'iPod è un successo planetario che trasforma una piccola e prestigiosa azienda in un autentico colosso del mercato. Ma l'iPod non è che l'indispensabile testa di ponte per lanciare un progetto ben più ambizioso. Stretto un accordo con alcune grandi case discografiche, nel 2003 la Apple apre su internet un vero negozio digitale da cui scaricare direttamente sul computer o nell'iPod le canzoni desiderate al costo di 0,99 centesimi l'una. Due milioni di brani sono scaricati in due settimane. Il 15 ottobre 2004 sono centocinquanta milioni; il 16 dicembre duecento milioni; il 2 marzo 2005 trecento milioni. 
Nel 2007, dopo aver raggiunto un accordo con Motorola e la compagnia telefonica AT&T, la Apple lancia l'iPhone. Un telefono, tra le altre cose, ma soprattutto una piattaforma incredibilmente flessibile. E' sempre la mano di Jonathan Ive a disegnare oggetti così raffinati da diventare immediatamente di moda. Ma gli oggetti oramai non sono che bellissime cornici per contenuti evoluti, schermi interattivi, interfaccia quasi fisiche. Il design ormai è nel progetto delle reti e dei processi, nella possibilità di toccare la tecnologia, di governarla senza tasti. 
Quasi con il pensiero.


(dal Grande Atlante del Design - Electa)

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